Nel 2025, secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia, i consumi in Italia arrivano a 13,9 miliardi di euro, tra i canali tradizionali, la crescita più evidente resta in profumeria (+5,8%) e in farmacia (+3,3%), mentre GDO (+2,1%) ed erboristeria (+2,2%) avanzano più lentamente. Anche i canali professionali crescono: acconciatura +3,4% ed estetica +2,6%. Fonte: Ansa.
Nel beauty la promo non è “-10%”: spesso è soglia, mix, bundle, omaggio a scelta, iniziativa di lancio.
Quando la regola non è applicata in modo coerente lungo il flusso, l’ordine diventa una bozza e finisce in correzione.
Come si riconosce: rettifiche frequenti e contestazioni a fattura.
Profumeria e farmacia vivono di supporti alla vendita. Se tester/campioni/POP viaggiano fuori processo (mail, WhatsApp, telefonate), la domanda più semplice resta senza risposta: cosa ha già ricevuto quel punto vendita?
Come si riconosce: customer service “intasato” da richieste su tester e materiali.
Tonalità, formati, pack: con molte varianti, si sbaglia perché si va di fretta, perché si cerca male, perché la visita deve chiudersi in poco tempo. Anche con barcode/EAN, se la scelta non è guidata, l’errore rientra dalla finestra.
Come si riconosce: resi/sostituzioni e tempo perso in visita.
Nel riordino, soprattutto in farmacia, la fiducia vale più dello sconto. Se chi vende non ha un’informazione affidabile su disponibilità e date, l’ordine passa e poi viene rimaneggiato.
Come si riconosce: “ti confermo dopo” diventa una routine.
Catalogo dinamico = rischio di vendere ancora ciò che sta uscendo, o di proporre un pack vecchio quando è già cambiato. Nel cosmetico succede spesso, perché i cicli di novità sono rapidi.
Come si riconosce: sostituzioni post-ordine e telefonate “di recupero”.
Assortimenti, iniziative, condizioni: mantenere coerenza è difficile, soprattutto quando la rete “adatta” e la sede poi cerca di rimettere in asse. Il problema non è la differenza tra canali ma la governance.
Come si riconosce: eccezioni che diventano precedenti e richieste di allineamento.
Se il blocco arriva quando l’ordine è già stato promesso, si crea attrito interno e con il cliente. E spesso l’agente non ha strumenti per gestirlo senza escalation.
Come si riconosce: sblocchi manuali via email/telefono, con tempi incerti.
Flaconi, pompe, vetro, sigilli. Nel cosmetico una parte dei resi nasce da integrità e confezione. Il costo vero è nel workflow: evidenze, foto, ddt, credito, sostituzione.
Come si riconosce: resi “semplici” che restano aperti settimane.
In farmacia la sensibilità è più alta: schede, claim, indicazioni devono essere aggiornati e coerenti. Anche l’etichettatura è regolata a livello UE (Reg. 1223/2009, art. 19). Fonte Cosmeticaitalia.
Come si riconosce: PDF vecchi che continuano a circolare “perché erano sul telefono”.
"Se ti riconosci in questi attriti, di solito non è una questione di “mancanza di organizzazione”. È che il processo commerciale è distribuito su troppi punti: conoscenze in mano alla rete, file e comunicazioni non strutturate, verifiche e correzioni concentrate in back office. Nel cosmetico B2B tra promo, tester, varianti, riordini e resi, basta un disallineamento minimo perché l’operatività si trasformi in un ciclo continuo di aggiustamenti, spiega Simone Ceccato di forSales."
È il motivo per cui realtà simili scelgono di strutturare il canale con un eCommerce B2B che non sia solo “un portale”, ma un flusso operativo governato: eCommerce B2B forSales.
E quando il lavoro si fa sul territorio: visita, riordino, controllo rapido di storico e condizioni, avere uno strumento pensato per la rete fa la differenza, perché riduce errori e tempi morti senza appesantire la visita: App per agenti forSales.
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